Prendersi cura degli altri senza dimenticarsi di sé
Prendersi cura di qualcuno può essere qualcosa di molto profondo. Può nascere dall’amore, dal legame che ci unisce a una persona, oppure da una necessità che la vita porta con sé. Spesso accade senza che ci sia davvero il tempo di prepararsi: ci si trova semplicemente a fare ciò che serve, un giorno dopo l’altro.
All’inizio molte cose vengono spontanee. Essere presenti, accompagnare, organizzare, occuparsi delle necessità quotidiane. Quando però la cura si prolunga nel tempo, può accadere che lo spazio dedicato a sé diventi sempre più piccolo. Non è necessariamente una scelta consapevole. Le esigenze dell’altro sembrano più urgenti e le proprie possono aspettare. Così si rimanda. Il riposo, un incontro, qualcosa che ci fa stare bene, a volte persino il semplice chiedersi come stiamo. E ciò che viene rimandato una volta può diventare, lentamente, un’abitudine.
La fatica non arriva sempre in modo evidente. Può mostrarsi come stanchezza, irritabilità, tensione, difficoltà a concentrarsi o la sensazione di non riuscire mai veramente a staccare. Altre volte è qualcosa di più difficile da riconoscere: ci si accorge di essere così concentrati sui bisogni dell’altro da non sapere più bene che cosa stiamo provando noi. Parlare di questa fatica può essere difficile. Quando la persona di cui ci prendiamo cura sta male, i nostri bisogni possono sembrarci meno importanti. Possiamo persino sentirci in colpa per il desiderio di avere del tempo per noi, per la stanchezza che proviamo o per quei momenti in cui vorremmo semplicemente non doverci occupare di nulla. Eppure, essere stanchi non significa amare meno. Avere bisogno di una pausa non cancella la cura, così come riconoscere i propri limiti non rende meno autentica la presenza che offriamo all’altro.
Forse il punto non è riuscire a trovare un equilibrio perfetto tra il prendersi cura dell’altro e il prendersi cura di sé. Ci sono periodi della vita in cui quell’equilibrio semplicemente non è possibile. Ma anche allora può essere importante non perdere completamente il contatto con noi stessi. A volte può significare accorgersi della propria stanchezza prima che diventi insostenibile. Altre volte riconoscere un’emozione che avevamo messo da parte, concedersi un momento senza sentirsi in colpa o ammettere che anche noi abbiamo bisogno degli altri.
Prendersi cura di sé, in questi momenti, non è necessariamente fare qualcosa in più. Può essere semplicemente non dimenticare che, dentro la relazione di cura, esistono due persone. E che entrambe continuano ad avere bisogno di essere viste.
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